Le recensioni di giacomomatteotti.it

 

Venti sigarette a Nassirya

Il libro è antiretorico, antimilitarista, antibellicista, ironico e mette in evidenza "l'altra faccia della medaglia" della presenza militare italiana in Iraq, fatta passare per "missione umanitaria". L'autore infatti dimostra, con la sua esperienza vissuta, come non si possano fare operazioni di pace, girando con le armi e come errori tattici e strategici del nostro contingente abbiano creato le condizioni dell'attentato dove sono morti 19 militari.

L'autore mette altresì in rilievo la superficialità e l'improvvisazione con cui l'alto comando italiano gestisce la presenza dei nostri militari.Nel libro si mette in risalto poi la paradossale contraddizione tra la versione ufficiale dei fatti e dei comportamenti, con quanto  sperimentato e vissuto personalmente dall'autore.

Sostanzialmente un libro da consigliare perché interessante, agile, scritto con una prosa asciutta e nervosa, con capitoli brevi. Di estrema attualità dopo la recente celebrazione dei due anni dall'attentato a Nassirya. Recentemente la stampa ha dato la notizia che sulla base di quanto narrato nel libro, verrà girato un film.

Adelchi Belluco

F. Trento, A. Amadei, "Venti sigarette a Nassirya";

Torino, Einaudi, 2005, p. 182, € 12.50

 

 EDITRICE EINAUDI

 

 

 

 

Nel bunker di Hitler

Segnaliamo ai visitatori e appassionati di storia, il libro "Nel bunker di Hitler", in quanto è di facile lettura, di genere documentaristico con capitoli abbastanza brevi.

L'interesse principale per il lettore è quello di scoprire attraverso la testimonianza di Bernd Freytag, giovane ufficiale di carriera della Wehrmacht che si trova a vivere gli ultimi mesi di guerra e di vita del III Reich vicino al Führer Adolf Hitler, il dramma, la tensione e il clima da "caduta degli dei" che caratterizzarono gli ultimi momenti del III Reich. La prosa di Freytag, ti porta dentro il bunker, a contatto diretto con quella realtà. Nel libro appare un Hitler vieppiù paranoico e visionario, incapace di rendersi conto della tragedia imminente che sta per sconvolgere la Germania e si illude ancora, fanaticamente, di "un'impossibile vittoria". Attorno a questo "rudere umano" si muovono, incapaci di disobbedirgli o comunque di dirgli la verità delle cose, come fantasmi, gli alti ufficiali dell'esercito e i fanatici SS.

Freytag si salva in modo fortunoso riuscendo a fuggire dal bunker prima dell'arrivo dei russi e dopo tanti anni, sentì l'esigenza di documentare ciò che aveva visto e vissuto in prima persona. Il libro, come detto sopra, nel complesso si legge bene, tranne che in alcuni passaggi, dove l'eccessiva particolarizzazione del narrato, crea prolissità noiose.

Adelchi Belluco

Bernd Freytag von Loringhoven, "Nel bunker di Hitler, 23 luglio 1944- 29aprile 1945",

Torino, Einaudi, 2005, gli Struzzi, p. 156, € 13.00

 

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