Intervento del Prof. Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Ferrara

 

COSTITUZIONE E LAICITA’

8.      Conclusione

Come in una ipotetica moviola, riavvolgiamo il nastro fin qui proiettato.

Abbiamo visto come il principio costituzionale di laicità possa essere declinato in almeno cinque significati diversi ma complementari, ciascuno dei quali è alla base di regole di comportamento dello Stato rispetto al fenomeno religioso: laicità come  [a] separazione, [b] inclusione, [c], neutralità, [d] tolleranza, [e] indipendenza.

Abbiamo altresì visto – servendoci di alcuni casi esemplari, tra i tanti che la cronaca recente ha offerto – come tali regole vengano il più delle volte ignorate, spesso aggirate, talvolta violate, sempre più revocate in dubbio.

Questa conflittualità ha molte cause. Alcune geografiche (il Vaticano sta a Roma, non altrove). Altre culturali (il pensiero laico liberale, in Italia, è sempre stato minoritario rispetto alle grandi filosofie della storia, cristiana e marxista). Altre politiche (il ruolo di veto player che la Chiesa cattolica riesce a svolgere nella vita politica italiana, a fronte di una classe di governo che rivela una preoccupante vocazione alla subalternità).

Nel profondo, tuttavia, io credo che la radice del problema sia di natura teologica. Le religioni del Libro rimandano alla teologia del Dio personale, che informa di sé l’ordine delle cose, la cui natura risponde ad un disegno divino tracciato una volta per sempre secondo una verità rivelata. La Costituzione ed i suoi principi (compreso il principio di laicità) sono invece creazioni artificiali dell’uomo, espressione di un diritto forgiato nella storia e che chiamiamo positivo perché “posto” attraverso scelte e procedure convenzionali. In questa prospettiva, non c’è spazio per alcuna verità rivelata ma solo per tanti differenti punti di vista, nessuno egemonico sull’altro.

«Nomen omen», dicevano i latini: il nome indica la cosa, sono le parole che adoperiamo a permetterci di capire il senso profondo delle cose. Prendiamo allora il sintagma «la verità» e proviamo a guardarci dentro. Anagrammata – è vero – essa dà «rivelata», ma anche «evitarla», quasi a metterci sull’avviso rispetto alle pretese egemoniche di qualsiasi dogma confessionale.  Guardando ancora meglio, è possibile un terzo anagramma, che egualmente ci avverte di qualcosa: esso ci dice come «la verità» sia sempre «relativa», confermando così che una democrazia pluralista non può che essere laica, riconoscendo eguale cittadinanza e libertà a tutte le confessioni ed a tutti i credi.

          

Nota bibliografica 

         Il presente testo ricalca i contenuti della conferenza tenuta, l’8 dicembre 2007 nella Sala consiliare del Comune di Occhiobello e la lezione magistrale tenuta il 7 marzo 2008 nella Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, nell’ambito del progetto “Conosci la Costituzione”, promosso dalla Provincia di Rovigo, dall’Associazione polesana “Viva la Costituzione”, dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Ferrara e dall’Accademia dei Concordi di Rovigo, con il sostegno della Fondazione Ca.Ri.Pa.Ro.

         Data la sua finalità esclusivamente didattica ed esplicativa, il testo non ha alcuna pretesa di completezza o di originalità e mette a valore – anche attraverso stralci testuali - contributi e riflessioni presenti nel dibattito scientifico sulla dimensione costituzionale della laicità.

         Per la elaborazione del testo ci si è serviti essenzialmente delle seguenti opere (delle quali sono agevolmente rintracciabili significativi passaggi argomentativi): Michele Ainis, Laicità e confessioni religiose e Giuditta Brunelli, Simboli collettivi e segni individuali di appartenenza religiosa: le regole della neutralità, entrambe relazioni al Convegno annuale dell’Associazione Italiana Costituzionalisti sul tema  Problemi pratici della laicità agli inizi del secolo XXI, Napoli 26-27 ottobre 2007, papers; Roberto Bin – Giovanni Pitruzzella, Diritto costituzionale, Gappichelli, Torino 2007; Ernesto Bettinelli, La Costituzione della Repubblica italiana. Un classico giuridico, Bur, Milano 2006; Vezio Crisafulli, Lezioni di diritto costituzionale, I. Introduzione al diritto costituzionale italiano, Cedam, Padova 1970; Valerio Onida, La Costituzione, Il Mulino, Bologna 2007;  Gustavo Zagrebelsky, La virtù del dubbio. Intervista su etica e diritto, a cura di G. Preterossi, Laterza, Bari 2007.

         I casi esemplari illustrati sono tratti – nell’ordine – da Gladio Gemma, Castità di Stato?, in Quaderni costituzionali, fasc. 4, 2005; Roberto Bin, Capire la Costituzione, Laterza, Bari 2005; Andrea Pugiotto, Sul crocefisso la Corte costituzionale pronuncia un’ordinanza pilatesca, in www.forumcostituzionale.it; Paolo Flores D’Arcais, Etica senza fede, Einaudi, Torino 1992; M. Ainis, Laicità e confessioni religiose, cit.

         La sintesi dell’evoluzione storica della sovranità è tratta da una pagina di Jonathan Littell, Le Benevole, Einaudi, Torino 2007. L’anagramma del sintagma «la verità» è tratto dal romanzo di  Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Sellerio, Palermo 2006.

Prof. Andrea Pugiotto

torna indietro                                                                                                                                                       

1 - 2 - 3 - 4 - 5

home                                                                                                                                      www.giacomomatteotti.it