Le fotografie di giacomomatteotti.it

 

Il monumento a Giacomo Matteotti - Augusto Murer - Rovigo 1978

Rovigo nel 1950 aveva già dedicato a Giacomo Matteotti una lapide collocata nell'angolo tra il Corso del Popolo e Vicolo S. Rocco al piano terra di Palazzo Angeli. L'infelicità della posizione, aggravata anche dall'adiacente albergo diurno che per anni ha servito la cittadinanza, non ha mai restituito dignità alla memoria di un uomo di tale grandezza. Le iniziative promosse dalla Associazione negli ultimi due anni, con i concerti del 9 Giugno 2007 e 25 Arpile 2008, svoltisi in Vicolo S. Rocco sono state dedicate proprio alla valorizzazione di questo angolo dimenticato nel nome di quella splendida affermazione "Tra Martiri ed Eroi" con la quale esordisce il testo della lapide qui collocata. Tuttavia negli anni l'idea di un monumento più degno prese corpo concretizzandosi nella realizzazione di un'opera celebrativa da collocarsi nell'area antistante il Castello, lasciata vuota a seguito della demolizione della stazione delle autocorriere. Il tentativo di riqualificare l'area con il monumento si è dimostrata ben presto una occasione mancata, dato che l'opera di indubbio valore formale, fu collocata sulla vecchia pensilina della stazione, con un effetto alquanto discutibile. I recenti interventi di recupero di tutta l'area del Castello dovrebbero offrire una soluzione definitiva alla questione e siamo in attesa di riscontrarne gli esiti. L'incarico della esecuzione del monumento fu affidato a Augusto Murer che lo terminò nel 1978, ma l'inaugurazione si fece attendere sino al 1984, allorquando l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, fu chiamato a celebrare la figura di Matteotti nel sessantesimo anniversario del suo assassinio. Sul piano formale il monumento trasmette un forte carica di drammaticità con l'uso di elementi astratti che suggeriscono in modo esplicito l'estremo sacrificio del parlamentare polesano. La mano che indica in modo imperativo, quella che stringe un pugnale e quella adagiata ed appartenente ad un corpo senza vita, rappresentano in modo evidente l'atto di condanna del Fascismo dichiarato da Matteotti, ma anche l'ordine di eliminare un avversario e un'idea pericolose per il regime, ai quali segue l'atto violento del suo assassinio e il ritrovamento del suo corpo. Il monumento viene percepito nel suo insieme solamente ad una distanza ravvicinata, dovendo altrimenti essere confrontato con la eterogeneità degli edifici circostanti, che, fatta eccezione per il Castello (alle cui torri lo stesso monumento nella sua evidente verticalità sembra rifarsi), non agevolano una sua corretta lettura a tutto tondo. Da questa distanza è facile individuare una complessa serie di elementi volumetrici con un andamento sinuoso e tormentato che conferiscono maggiore drammaticità all'insieme con una evidente allusione alla violenza dell'episodio che qui viene rappresentato. Le foto, che costituiscono lo stesso corpo formale di questo sito, sono state scattate per evidenziare in modo efficace l'intera narrazione della vicenda operata da Murer nella sua realizzazione.

Testo e foto di Roberto Pugiotto

 

home                                                                                              www.giacomomatteotti.it