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COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, GIANCARLO MOSCHIN - ROVIGO 27/11/2000 |
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MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: Punto N. 1: "Comunicazioni del Presidente". Volevo fare alcune comunicazioni. Dal gruppo dei D.S. è pervenuta una comunicazione che dice: "A seguito della riunione tenutasi in data 11.01.2000, si comunica che il Gruppo consigliare D.S. ha nominato come Capogruppo la Consigliera Masin Giuliana". Questa era una comunicazione. MASIN GIULIANA - Consigliera Gruppo Democratici di Sinistra: Mi è permesso dire due parole? MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: Sì, ma prima volevo finire le comunicazioni. C'è una comunicazione della dottoressa Bernardi: "La sottoscritta dottoressa Annamaria Bernardi, Capogruppo nel Consiglio Comunale di Rovigo, incarico assunto come ex candidato Sindaco, regolarmente iscritta a Forza Italia, chiede di essere accolta nel Gruppo - l'ha inviata chiaramente al Presidente del Consiglio Comunale e al signor Borgati come coordinatore provinciale di Forza Italia - di cui è lei responsabile, rinunciando così all'incarico di Capogruppo, mantenendo tuttavia l'incarico di vice Presidente del Consiglio Comunale". Chiaramente questo rimane perchè è un incarico che è stato attribuito mediante votazione dal Consiglio stesso. "La scelta di aderire al gruppo di Forza Italia, P.S. e Partito Liberale, intende sia considerata come segno di stima e di consenso all'attività politica del Capogruppo e di tutti i componenti del Gruppo, non solo nell'ambito del Comune di Rovigo, ma anche a livello provinciale, alle linee di scelta politiche e linee programmatiche manifestate dal Gruppo che la sottoscritta ha sempre condiviso, appoggiato e sostenuto, anche se istituzionalmente, ma solo virtualmente veniva considerata Indipendente". Ho voluto dare lettura integrale delle due lettere. Intanto auguriamo buon lavoro alla nuova Capogruppo dei D.S.. Prima ancora di darle la parola, volevo anch'io sottolineare un altro aspetto: chiaramente, ai lavori della Conferenza dei Capigruppo il vice Presidente del Consiglio è sempre e comunque invitato a partecipare e a collaborare, così come accaduto nel passato ed anche di più oggi. MASIN GIULIANA - Consigliera Gruppo Democratici di Sinistra: Prendo la parola per dire qualche cosa in merito alla vicenda della carica di Capogruppo, che è stata anche riportata dalla stampa. Innanzitutto colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente, a nome di tutto il Gruppo il consiliare, il Consigliere Sasso per il lavoro che fino ad oggi ha compiuto e per ringraziarlo anticipatamente a nome mio per il lavoro futuro che sicuramente saprà svolgere con altrettanta generosità. Mi rammarica soltanto che un evento normale avvenuto in linea con i principi di rinnovamento che vedono sempre più protagoniste le donne negli organismi dirigenti, abbia ancora una volta alimentato le polemiche e soprattutto abbia dato supporto alla misoginia che troppo spesso circonda le donne. Mi permetto di ricordare... o meglio, premetto che lo stolto ancora una volta ha guardato il dito anziché la luna. Mi permetto di ricordare che il ruolo sociale di moglie non mi ha impedito di diventare ingegnere e dirigente d'azienda, ruoli altrettanto importanti nel mondo economico che è doveroso rammentare quando si parla di cariche, visto che queste ultime meritocrazia vorrebbe fossero ricoperte anche da persone capaci, oltre che da coniugate. PARON CLAUDIO - Consigliere Gruppo Forza Italia: Posso intervenire? MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: Non apriamo dibattiti su queste dichiarazioni. Se la dottoressa Bernardi vuole dire qualche cosa in merito alla sua adesione al Gruppo, può farlo. Poi io proseguo con le comunicazioni. BERNARDI ANNAMARIA - Consigliera Gruppo Forza Italia: Penso che la lettera che ho inviato e che lei, Presidente, ha letto, sia esplicativa anche delle mie idee e delle mie opinioni riguardo al Gruppo al quale chiedo di aderire. MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: La ringrazio, volevo continuare e dire che nelle comunicazioni del Presidente trova posto, signori Consiglieri, anche... PARON CLAUDIO - Consigliere Gruppo Forza Italia: Presidente, io non volevo certamente disturbare, ma mi sembra doveroso dare il benvenuto all'interno del nostro Gruppo alla Annamaria Bernardi; è una accettazione che facciamo volentieri, anche perchè l'avevamo fatta a suo tempo. Era normale accettare un candidato Sindaco che abbiamo scelto a quel tempo e che ha dimostrato sempre professionalità, ma anche senso civico, sia all'interno del Gruppo di appartenenza, ma anche all'interno del Consiglio Comunale con il ruolo che riveste e che ha come vice Presidente. Il benvenuto lo ha dato lei nella vice Presidenza, lo posso dare a maggior ragione anche io e mi sembra che poi fosse doveroso, ma anche obbligatorio esprimere l'idea del Gruppo all'entrata della Annamaria Bernardi. Quindi benvenuta e grazie di appartenere a tutti gli effetti al Gruppo di Forza Italia, P.S. e P.L.. MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: Nelle comunicazioni del Presidente trova posto, signori Consiglieri, anche un breve spazio per ricordare il Presidente Craxi recentemente scomparso. Voglio entrare subito nel merito affermando che il tempo e il diradarsi del terribile turbine carico di sofferenze ideali, politiche ed umane di tangentopoli offrirà alla nostra vista - e spero ciò accada presto - i veri contorni delle cose che si sono sviluppate in questi ultimi anni in Italia. Non so quando questo accadrà, ma posso dire che solo allora noi, il Paese, gli Italiani, potremo sapere e capire fino in fondo. Siamo troppo immersi ancora oggi in questa atmosfera, permettetemi di chiamarla dei veleni di questa ultimi anni: non sono e credo non siamo e non possiamo essere sereni nei giudizi, sarebbero di parte: chi portato a difendere a tutti i costi e chi impegnato ad attaccare comunque. Per questo credo sia giusto citare l'episodio significativo accaduto nel luglio del '92 alla Camera dei Deputati, quando Craxi si assunse le responsabilità politiche e morali circa il finanziamento illegale del suo partito e chiese agli altri Segretari dei partiti presenti in Aula di giurare la loro estraneità a tale sistema. Nessuno si mosse. Poi sappiamo come andò a finire. Mi fermo a questo episodio, che fu appunto l'inizio del dramma italiano e più personale di Bettino Craxi. Trovo giusto ricordare comunque il Craxi come Capo del Governo più longevo della storia della nostra Repubblica e la politica sviluppata come leader di un partito. Credo di non enfatizzare l'uomo citando alcuni passaggi di questi suoi ruoli svolti, ricordandone alcuni importanti della sua vicenda umana, che coincidono con appuntamenti importanti del nostro Paese, della storia del nostro Paese. Alla memoria mi si affaccia subito la battaglia per la vita svolta dall'allora- Segretario del P.S.I. nel '78 con la vicenda Moro: salvare una vita, un'intelligenza politica, un uomo che aveva servito il suo Paese ed era la voce autorevole dei cattolici impegnati allora nella Democrazia Cristiana; prima di tutto l'individuo, l'uomo. Poi l'intuizione felice della grande riforma istituzionale della quale il Paese necessitava e necessita ancora oggi. Sì, bisogna ammetterlo, comunque rimase purtroppo un'intuizione. Se si fosse concretizzata, il Paese non avrebbe vissuto le traversie che giungono fino a noi. Sono gli elementi contenuti in quel pensiero che stanno alla base di tante sensazioni e che ancora oggi animano il mondo politico; dall'organizzazione dello Stato alla collocazione dell'uomo nella società moderna. C'è il lavoro svolto per costruire un'Europa libera da contrapporre allora al blocco orientale, la sfida della libertà alla dittatura, anche se attuata in nome di un alto ideale, per altro tradito. Sarà questo un tema ripreso durante la sua permanenza alla Presidenza del Consiglio. Ricordo l'installazione dei missili della Nato in contrapposizione agli SS20 dell'Unione Sovietica puntati sull'Europa, per citare un episodio, che poi contribuì a sgretolare i regimi illiberali dell'Est; una risposta decisa alle minacce provenienti da quel blocco. La revisione dei Patti Lateranensi e con loro la riappacificazione completa con la Chiesa e la fine della religione cattolica intesa come religione di Stato e il riconoscimento della pari dignità delle altre confessioni reli(giose, fu un fatto estremamente importante per il progresso e la libertà di culto in Italia. L'aggressione al processo inflattivo nel nostro Paese è un altro tema che va richiamato alla memoría, credo non possa più essere inteso come fattore capace di riaprire vecchie ferite e comunque non è questa la mia intenzione. Va ricordato invece per l'impulso dato, attraverso il referendum sulla scala mobile, per il passaggio dell'inflazione da due a una sola cifra. Forse la concomitanza con l'evoluzione positiva dell'economia internazionale avrà giocato un ruolo favorevole. Certamente la volontà politica non va sottovalutata. La vittoria del sì in quel confronto segnò un'inversione positiva che certamente favorì la nostra economia. La politica estera con la Presidenza Craxi si sviluppò in maniera forte ed attenta, in particolare verso il Medi Oriente: - il riconoscimento del diritto all'esistenza dello Stato d'Israele e nel contempo l'altrettanto riconosciuto diritto dei Palestinesi ad avere una patria; - parlare ed agire per portare la pace in quei territori e fare cessare quella guerra crudele e infinita che le politiche coloniali prima e le conseguenze immediate, con la spartizione del mondo, della fine della seconda guerra mondiale portarono con sé; - una politica di frontiera, poiché la politica estera americana non era ancora approdata alle posizioni odierne. Il riconoscere alleanze internazionali e il nostro rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, non impedì a quel Presidente del Consiglio di reclamare la sovranità, l'orgoglio e la dignità che gli Americani dovevano all'Italia. Il caso Sigonella rimane un punto importante e fermo nella storia recente del nostro Paese. Non va dimenticata l'attenzione alle vicissitudini dei democratici e delle loro condizioni nei Paesi dell'Est, come la Polonia e la Cecoslovacchia. La Primavera di Praga repressa brutalmente da Mosca, le fughe in Occidente di politici ed intellettuali interessano l'uomo politico italiano, fino al punto da portare in Parlamento europeo il cecoslovacco Pelican. Ecco 1'impegno alto e nobile, dare voce al dissenso soffocato in patria. E' giusto poi ricordare l'alto compito affidatogli dal Segretario dell'O.N.U. quale Commissario per lo Sviluppo dei Paesi nord-africani, compito condotto in maniera seria, qualificante, con attenzione ed intelligenza riconosciute. Non ho intenzione di beatificare nessuno, ma quello che ho appena ricordato è storia, come è storia ormai il comportamento contraddittorio dello Stato nei confronti di quest'uomo. Esule o latitante? Il tempo_ come ho avuto modo di dire in apertura, lo spegnersi degli eccessi e delle animosità daranno una risposta compiuta. Voglio concludere ricordando quella bella immagine del Vice Segretario del P_S.L quando si recò, dopo ii golpe del 1973, a Santiago del Cile con un mazzo di rose in mano da deporre sulla tomba del Presidente Allende, morto suicida per non arrendersi alla violenza del colpo di Stato. Egli fu più volte respinto dai militari golpisti, poiché tentò e ritentò di portarsi alla tomba; alla fine, lui e la delegazione del l'Internazionale Socialista furono costretti, con la forza, ad abbandonare il campo. Non per questo il rapporto con i Democratici Cileni cessò, anzi si sviluppò ulteriormente fino al ritorno della democrazia in quel Paese. Questa sua immagine esprime meglio di ogni altra la sua natura e la vocazione alla libertà, alla pace e al rispetto profondo dell'individuo, e chiedo allora a voi signori Consiglieri di osservare un minuto di silenzio per ricordare un uomo che ora non è più, con le sue luci e le sue ombre, e che comunque ha servito il suo Paese. FURINI GINO - Consigliere Gruppo Partito Popolare Italiano: Fatte le sue comunicazioni, mi sia consentito in apertura di questo Consiglio Comunale, a nome del Gruppo consiliare del Partito Popolare, sentito quanto è stato comunicato ieri sera per televisione e oggi anche sulla stampa, di dire che noi deploriamo con viva forza quanto è successo ieri davanti a Montecitorio nei confronti de( nostro Segretario nazionale del Partito Popolare, Onorevole Castagnetti. Auspichiamo che nel prosieguo della vita politica italiana tumulti di questo genere non succedano più, perché è veramente increscioso pensare che ancora nel 2000 ci siano forze politiche che siedono in Parlamento e che preferiscono più la rissa che il dialogo. Quindi per questo deploriamo questo atto increscioso e vandalico che è stato compiuto nei confronti del nostro Segretario nazionale. MOSCHIN GIANCARLO - Presidente del Consiglio: Crediamo di condividere il rispetto delle persone, innanzitutto, nel momento in cui si affrontano temi politici così sibnificativi e qualificanti; sempre e comunque il rispetto dell'uo deve prevalere. Ringrazio per le sue parole. Il Presidente: Gancarlo Moschin Il Segretario: Palazzolo |