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La CGL nasce a
Milano il 1° ottobre 1906 dall'unificazione delle strutture
sindacali orizzontali (camere del lavoro prov.li fondate al
congresso di Milano nel 1881) e verticali (federazioni di
mestiere) di ispirazione socialista. Fin da subito, nella
CGL si manifestò una decisa dialettica fra la corrente
riformista (maggioritaria) più radicata nelle federazioni di
mestiere, che conservavano spirito corporativo, e quella
rivoluzionaria, maggiormente presente nelle strutture
zonali, le camere del lavoro che riportavano la spinta
radicale delle masse contadine.
Dopo i primi
anni del secolo la CGL venne portata dalla spinta dei
lavoratori italiani a prendere posizione contro la I guerra
mondiale, sia prima dell'entrata in guerra dell'Italia che
dopo. Eliminata dal fascismo in seguito all'abolizione delle
commissioni interne nelle fabbriche e al riconoscimento del
sindacato fascista da parte della confindustria (patto di
palazzo Vidoni), la CGL si autosciolse nel 1926, ma fu fatta
rinascere in clandestinità dai comunisti.
Caduto il regime
fascista, la CGL venne ricostituita cambiando nome in
confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) con il
patto di Roma del giugno 1944 fra i principali partiti
politici democratici antifascisti. Dopo la II guerra
mondiale, in seguito alle fratture ideologico- politiche che
si crearono fra i partiti che avevano firmato il patto di
Roma del 1944, in occasione delle elezioni politiche
dell'aprile del 1948, anche la CGIL subì fratture e
scissioni che vedranno, dapprima sorgere la LCGIL (libera
CGIL) e poi la FIL. Da queste due organizzazioni nascerà nel
1950 la CISL (confederazione italiana dei sindacati dei
lavoratori) inizialmente come emanazione organizzativa e
ideologica delle ACLI e successivamente come organizzazione
sindacale indipendente, di ispirazione cattolica.
Dalla CISL nel
1950 per distacco di repubblicani e socialdemocratici
insofferenti della coesistenza nella CISL nasce la UIL.
Inizialmente il seguito di quest'ultimo sindacato era
limitato a fasce impiegatizie e di tecnici; la UIL è poi
evoluta fino a diventare un'organizzazione sindacale di
tutto rispetto ad ampia e diversificata rappresentanza di
lavoratori, pur restando un'organizzazione a dimensione
minore rispetto a CGIL e CISL.
Da parecchi
decenni comunque le tre organizzazioni sindacali maggiori si
sono mosse e si muovono per lo più in modo unitario
nell'affrontare le problematiche sindacali e sociali del
nostro paese. Possiamo dire quindi, senza tema di smentite,
che in 100 anni di storia il sindacato, nel suo complesso,
ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per
la democrazia del nostro paese e una forza sociale di
notevole spessore e valenza, capace di farsi interprete e
protagonista delle esigenze di emancipazione dei lavoratori,
della loro tutela sindacale e del loro progresso socio-
economico.
Insomma possiamo
concludere denotando come il sindacato nel corso del '900 (e
la storia continua), attraverso i suoi uomini e le sue
battaglie, abbia accompagnato la storia civile e democratica
del nostro paese e lavorato per la sua evoluzione.
Il segretario
provinciale della CGIL
Giovanni Nalin |