11 SETTEMBRE 2001 – New York, di Giancarlo Moschin

11 settembreNessuno, crediamo, dimenticherà l’immagine dell’attentato alle torri di New York del 2001, trasmesse dalle TV quasi in diretta e ripetute ossessivamente per giorni e mesi come a gridare il dolore per un atto così disumano. Ancora oggi, a distanza di 4 anni, quando le rivediamo in televisione ci prende lo stesso sgomento e l’impotenza paralizzante di allora. Risentiamo le voci al telefono rivolte alle famiglie, l’ultimo saluto e l’addio alla vita di tante persone prima di morire. Come dimenticare quella visione apocalittica piena di disperazione, di sangue e di morte generata dall’aggressione terroristica? Nessuno potrà cancellare il ricordo dell’11 settembre 2001. Questa data segna, in senso assoluto, l’inizio della scalata mondiale del terrore. Mai, prima di allora, la prima potenza politico- economico- militare del mondo aveva conosciuto l’orrore e la morte sul proprio territorio nazionale. Nella ricorrenza di questo anniversario, noi chiniamo il capo commossi e rinnoviamo il cordoglio profondo e sentito al popolo americano per tutte le vittime, di nazionalità diverse, coinvolte in quella tragedia.

Come italiani e cittadini del mondo, guardiamo sempre più allarmati al futuro di questa società globale, così colma di contraddizioni, figlia delle politiche coloniali del passato e delle spartizioni volute dalle potenze vittoriose dell’ultimo conflitto mondiale. Gli artificiosi equilibri, non solo territoriali, legati ad interessi lontani dalle aspirazioni dei popoli, nonostante l’accaduto di questi ultimi decenni, alimentano la spirale perversa di conflitti mai dichiarati, con la quale siamo chiamati a confrontarci. Il nostro paese ha l’opportunità e l’obbligo di fare squadra con le nazioni che intendono, nei contesti internazionali (UE ed ONU), ricercare soluzioni il più lontano possibile dalla voce delle armi, senza arrendevolezze, che evitino scorciatoie non paganti e non risolutive.

 

Giancarlo Moschin

 

 

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