LINO RIZZIERI: una vita impegnata, a cura di Giancarlo Moschin

Nasce a Rovigo il 28 ottobre 1899. La sua formazione si è compiuta a Rovigo, sino al Liceo, e a Bologna sino alla Laurea in Giurisprudenza.

Il suo impegno civile e politico si è manifestato dalla giovane età, tant’è che come reazione all’assassinio di Giacomo Matteotti (10 giugno 1924) entra a far parte del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) polesano, in rappresentanza dello stesso Partito d’Azione. La sua personalità e il prestigio acquisito nei due decenni gli valgono il riconoscimento generale, e viene nominato Presidente del CLN provinciale stesso.

Il periodo a cavallo tra il 1944/1945 sarà occupato a coordinare, in questa veste, i collegamenti tra i gruppi di Resistenza e le azioni partigiane nel Polesine; quello successivo alla Liberazione (25 aprile 1945) sarà destinato, d’intesa con le autorità militari anglo-americane, a svolgere compiti di direzione delle Istituzioni Pubbliche locali e provinciali. Tale funzione sarà esercitata sino alla primavera del 1946, anno in cui in Italia si tennero le prime Elezioni Libere, e le donne ebbero riconosciuto per la prima volta il diritto di voto.

Dopo lo scioglimento del Partito d’Azione (1948), Lino Rizzieri continua a tenere vivi rapporti con il Capo spirituale della Resistenza italiana, Ferruccio Parri, ed entra in Unità Popolare, che ebbe un ruolo decisivo nella politica italiana degli anni ’50. Nel 1958 Ferruccio Parri entra con Unità Popolare nel Partito Socialista Italiano, e contribuendo a dare carica alla spinta autonomista dei socialisti, come fu provato dalle elezioni politiche di quell’anno.

Anche Lino Rizzieri nel 1958 entrò nel PSI, e da allora la sua vicenda umana si è indissolubilmente legata alla storia del socialismo polesano. Rappresentò sempre pubblicamente i socialisti del Polesine ai livelli più alti. Capogruppo in Consiglio Provinciale e nel Consiglio Comunale di Rovigo (per un breve periodo), è stato assessore nel comune capoluogo, ed è stato inoltre più volte candidato del PSI al Senato della Repubblica. All’interno del Partito ricoprì sempre posizioni di vertice, sino alla decisione tutta personale di rinunciarvi per ragioni di età.

Con notevole sacrificio per il suo studio professionale, accettò anche tra il 1969 e il 1972 di ricoprire l’incarico di Segretario della Federazione provinciale. Anche all’esterno del Partito si è distinto per avere svolto mansioni di eccellenza.

Presidente dell’Ordine provinciale degli Avvocati, Vicepresidente dell’Accademia dei Concordi, Presidente storico del più prestigioso sodalizio sportivo della nostra provincia, gloria e vanto dei Polesani nel mondo: la Rugby Rovigo.

E’ scomparso ventuno anni fa, esattamente il 3 giugno 1984, ma chiedendo in giro a chi non è più tanto giovane, sembra che sia stato ieri.

Alleghiamo di Rizzieri, che fu per anni presidente del Rugby Rovigo, un documento che è stato definito una “lirica” del gioco del Rugby:

Non avendo partecipato mai a questo gioco stravagante, a cominciare dal suo fulcro, mi domandai che cosa mi ha affascinato – e il fascino è durato così a lungo e dura ancora. Le sue regole complicate, il furente assalto degli uomini, la corsa veemente zigzagando come una folgore di quello «unico» che schizzava via dal mucchio, spremuto e fiondato verso la meta? E quel «possesso» così vero, così frenetico, così sensuale; quel balzo ultimo, quel volo che schiaccia l’ovale e imprime sulla terra il segno dell’anima: voluttuoso piacere di conquista?

Trovai anche un’altra cosa: un canto corale, la vibrazione calda del collettivo che assomma e moltiplica le forze; l’accomunare degli uomini in una sola età, frecce di un solo arco, corde palpitanti di un solo strumento, fatte uguali in un modello di una sola intelligenza: combattenti fierissimi e tuttavia presto placatisi in una bontà fraterna che nobilita ed esalta.

E ancora un’altra cosa trovai: la possibilità di tramutare il vincolo del gioco in una libertà più alta, in una disciplina più concreta e succosa: il piacere sereno e rinfrancante di un lavoro col segno della socialità, che garantisca il presente e il futuro, gioioso e fertile, e consenta di inanellare le pagliuzze del nido per una nuova famiglia.

E perciò è stato ed è una gemma da incastonare nella collana di una vita.

LINO RIZZIERI

Presidente Onorario Sanson Rugby Rovigo

Per ricordare degnamente Lino Rizzieri è stata presentata, nel mese di settembre 2005 dal capogruppo dello SDI in consiglio comunale, Giancarlo Moschin, la richiesta che gli venga intitolata una struttura sportiva o una via della città. La proposta è stata ampiamente ripresa dalla stampa locale (Il Resto del Carlino del 16/10/05, Il Gazzettino di Rovigo del 23/10/05, La Voce del 23/10/05, e il Corriere di Rovigo del 23/10/05). Per promuovere ulteriormente l’iniziativa, è stata convocata una conferenza con la presenza del sen. Bonatti, anima storica dell’ANPI, il capogruppo SDI in comune Giancarlo Moschin, il comm. Lauro Pavanello, attuale presidente del Rugby Rovigo e l’avv. Sergio Rampulla del Foro di Rovigo, nonché il dott. Giancarlo Morelli ex sindaco di Rovigo. La conferenza è stata tenuta proprio per la “pressione” che si è voluta esercitare nei confronti del Sindaco Avezzù, per ottenere una risposta positiva in tempi credibili.

Ci si riserva come Associazione, in collaborazione con ANPI, Rugby Rovigo e Ordine Avvocati, di percorrere tutte le strade possibili pur di raggiungere l’obiettivo indicato. Attualmente la pratica Rizzieri si trova sul tavolo dell’assessore competente, Nadia Romeo. Si confida sulla sua disponibilità e volontà di meritoriamente perseguire l’obiettivo di intitolare una via o struttura sportiva a Lino Rizzieri.

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