1 GIUGNO 2008

Il 1° gennaio del 1948 entra in vigore la Costituzione Repubblicana, attualmente vigente. Il testo relativo era stato elaborato dall’assemblea costituente italiana eletta il 2 giugno 1946, allorquando anche un referendum scelse per l’Italia la forma istituzionale repubblicana.

Elezioni, quelle del 1946 oramai lontane, ma assai innovative, tra l’altro le prime libere e democratiche dopo quelle dell’aprile del 1924, controllate da Mussolini e duramente contestate da Giacomo Matteotti che pagò con la vita tanto ardimento. Da notare che finalmente, per la prima volta nella storia d’Italia, nel ’46 il voto venne esteso anche alle donne.

La costituzione repubblicana si compone di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali.

Divisa in due parti, concernenti i diritti e i doveri dei cittadini e l’ordinamento della Repubblica. La costituzione si pone l’obiettivo di essere una carta di garanzia e di indirizzo: garantisce le libertà individuali e civili e delinea il quadro dei valori e dei fini sociali entro cui il legislatore deve agire. Stabilisce la divisione dei poteri, il sistema parlamentare, il decentramento amministrativo e un istituto di democrazia diretta: il referendum. La costituzione è rigida e quindi non può essere modificata da una legge ordinaria. Altri elementi ancora denotano le sue principali caratteristiche: il superamento dello statuto albertino del 1848, il compromesso tra le componenti politiche antifasciste, la preoccupazione di prevenire soluzioni autoritarie e i fini sociali assegnati allo Stato. Nonostante siano trascorsi parecchi decenni dalla sua formulazione la carta costituzionale, che vide all’opera personaggi politici e giuristi di notevole caratura quali, per citarne alcuni: Pertini, Togliatti, Calamandrei, Lombardi, De Nicola, Nenni, Parri, Lussu, Einaudi, Lina Merlin e Tina Anselmi, insomma il meglio degli uomini e delle donne che avevano combattuto il fascismo e ridato dignità all’Italia, mantiene ancora una notevole attualità, segno della lungimiranza e dell’equilibrio dei padri fondatori.

 

Adelchi Belluco

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