Dico e dintorni

A proposito del dibattito sulla recente proposta di legge “DICO” del governo (proposta dei ministri Bindi e Pollastrini), dobbiamo amaramente ma realisticamente registrare che la gerarchia cattolica, anche in questa occasione, si sta movendo come “un elefante in un negozio di cristalleria”. Questo atteggiamento invadente preoccupa perché inficia la laicità e l’autonomia dello stato italiano e delle sue decisioni. Ricordiamo a questo proposito quanto previsto dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio del 1929 (di cui in questo mese ricorre l’anniversario) e cioè tra le altre cose che l’Italia e lo Stato della Chiesa si riconoscono reciprocamente come stati indipendenti e autonomi nella loro sfera di azione istituzionale e politica. Su questa base il governo Craxi nella revisione del 18 febbraio 1984, sottoscritta con la chiesa elimina il principio del ’29 in cui la religione cattolica era considerata religione di stato e il cui insegnamento era obbligatorio nella scuola italiana, rendendolo facoltativo; inoltre vengono aboliti molte esenzioni e privilegi prima concessi agli enti ecclesiastici. Di conseguenza da parte nostra si vuole concludere affermando che così come lo stato italiano non interviene nelle decisioni che la Chiesa nella sua autonomia prende, altrettanto si auspica che finalmente avvenga da parte della Chiesa nei confronti delle scelte che lo stato repubblicano italiano, tramite i suoi organismi istituzionali compie.

Su questo tema pubblichiamo una e-mail che è pervenuta sul nostro sito da parte di un lettore.

Sabato 10 febbraio 2007 d.C.! la Repubblica, Corrado Augias:_”Dico, un’opposizione contro il buon senso”.

Quando si tira in ballo Satana vuol dire che si è arrivati al tutto per tutto. Della presenza del Gran Maligno in questa legge s’è detto certo il cardinale Poletto: “Sull’esistenza del demonio non ci sono dubbi”. Ha dichiarato senza tremare. Accanto al fuoco dell’inferno, inaudite minacce temporali sono venute dall’Avvenire. Un’eventuale legge sulle coppie di fatto, ha scritto il quotidiano dei vescovi: “sarà uno spartiacque che inevitabilmente peserà sul futuro della politica italiana”. Mi chiedo in quale altro paese al mondo, i vescovi avrebbero osato minacciare con tale alterigia un governo e un Parlamento. Mi chiedo anche quale misera opinione di sé abbia invaso la chiesa cattolica, per ridurre una visione che dovrebbe essere “universale” a una faccenda di lobby su una legge innocua che riconosce qualche diritto assistenziale alle coppie di fatto. Infatti la verità è diversa ed è stata ben descritta da Ezio Mauro su questo giornale. Le coppie di fatto sono un pretesto: l’obiettivo scardinare l’asse tra cattolici democratici e sinistra riformista. Povera Italia. Povera Chiesa. Qui termina l’articolo. Io soggiungo: NIHIL SUB SOLE NOVUM. Ecco alcuni pensieri di Dante Alighieri. La Divina Commedia:

1)….O voi ch’avete li intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li Versi strani….

2)…Questa palude che ‘l gran puzzo spira…

3)….”Papè Satàn, papè Satàn aleppe!….

4)….Ahi , Costantin, di quanto mal fu matre, non la tua conversion, ma QUELLA DOTE che da te prese il primo ricco Patre!…

5)…Ahi serva Italia di dolore ostello!; nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello !….

Giovanni Romano Bertaggia

Questa voce è stata pubblicata in Archivio. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>